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Fu nel
1949 che i primi Cappuccini Liguri arrivarono in Centrafrica (allora Africa
Equatoriale Francese o Oubaugui-Chari). Si trattava dei Padri Ireneo e
Giusto e dei Fratelli Corrado e Bernardino (reduci dalla Missione Etiopica),
che si recavano a collaborare con i Fratelli Tolosani e Savoiardi.
II
piccolo drappello Ligure si rinforzerà nel 1951 con l'arrivo dei Padri
Vincenzo Ferrari (a sinistra nella foto) e Antonio Roba. Il 1952 vedrà I'arrivo di P. Umberto Vallarino, Fr. Francerco
Alfieri, terziario, e dei PP. Corlos e Leone da Buenor Aires (questi ultimi
due del Commissariato Rio-Platense, fondato dai Genovesi). Nel 1959 un altro
piccolo drappello: P. Ernesto Rebagliati con i Padri Florido d'Arenzano e
Raffaele da Pietrabruna (questi due saranno presto costretti a rimpatriare
per ragioni di salute). Nel frattempo, avendo i Padri della Provincia di
Tolosa concentrato il loro impegno nel Ciad e quelli di Savoia nel settore
di Berberati, ai Cappuccini Genovesi era stato affidato tutto il vastissimo
territorio di Bouar. Cresceva allora I'impegno della Provincia Ligure
nell'invio di più consistenti e più fresche energie: partivano i Padri
Cipriano Vigo ed Agostino Delfino (l'attuale Vescovo di Berberati) (1960),
P. Valentino Vallarino (1963), i PP. Armando Gianni (I'attuale Vescovo di
Bouar), Massimiliano Ferrari e Martino Mornacchi (1965), P. Mansueto Parodi
(1966), e i Padri Antonino Ponteghini e Pio Vallarino (1967), i PP. Felice
Moggia, Luca Spazzini e I'indimenticabile meccanico Fr. Pancho (Francesco)
Montinaro (tutti nel 1970), i PP. Enzo Canozzi e Leone Montagner (1971), P.
Agostino Bassani (1973), P. Cirillo Marchi e Fra Francesco Roncallo (1979).
Dato la vastità del campo d'azione. la Provincia Ligure sollecitava ed
otteneva collaborazione da altre Province italiane ed estere. La Provincia
di Lucca collaborò in Centrafrica per un biennio col P. Gianfranco Lazzari.
La Provincia di Parigi inviò nel Centrafrica P. Marcel Connault che per un
triennio attese alla formazione dei Frati indigeni. La Provincia Veneta
collaborò generosamente inviando P. Mariano Steffan, che attese per un
triennio alla formazione dei Novizi e poi Fr. Giuseppe Tessari, prezioso ed
infaticabile costruttore, P. Silvano Moro, addetto prima alla formazione ed
successivamente impegnato nell'apostolato di brousse, e P. Severino Trentin,
che cura le attività apostoliche e sociali nella brousse di Ndim. La
Provincia di Slovenia ha iniziato la collaborazione col P. Placido Prsa, che
da circa 18 anni dirige la tipografia della Diocesi a Bouar. La Provincia di
Cracovia ha iniziato una prezioso collaborazione Missionaria, con i Padri
Karol Knap, Riccardo Modelski, Ceslao Sulkoski, e continuata in questi anni
con l'invio di altri Padri che si sono preparati sia a Parigi che in Italia.
Le Diocesi di Genova e Tortona hanno collaborato inviando alcuni sacerdoti,
tra cui ricordiamo don Giovanni Cereti e don Andrea Armanini.
IL CAMPO
D'AZIONE
Con il passare del
tempo i Cappuccini Liguri hanno potenziato il loro impegno nel cuore del
continente africano, nella attuale Repubblica del Centrafrica, che, lo
ricordiamo è indipendente dalla Francia dal 1960, ed ha una superficie di
622.000 Kmq. (più del doppio delI'ltalia) ed una popolazione di circa due
milioni e mezzo di abitanti. Ai Cappuccini Liguri è affidata la parte
nord-occidentale della Repubblica, compresa nelle Prefetture di Bouar e
Bozoum, con una superficie di circa 45.000 kmq. La Circoscrizione è stata
eretta in Diocesi nel 1978 e affidata alla cura pastorale del nostro
confratello Mons. Armando Gianni. II Centrafrica è detto le pays enclave =
il paese chiuso nel cuore del continente, senza sbocchi al mare (il porto
più vicino è a 1.200 km. nel Camerun), senza grandi risorse: le grandi
foreste del sud stanno quasi esaurendo le risorse di legno pregiato, i pochi
diamanti, che i Centrafricani trovano setacciando la terra lungo i fiumi,
arricchiscono solo gli Arabi che li trafficano. Nelle savane del nord
potrebbero prosperare, se coltivati con metodi più, moderni, il cotone e I'arachide,
ma le distanze enormi e la pessima viabilità (non esistono strade asfaltate)
li rendono poco competitivi. La popolazione è un cocktail di molte razze:
Baya, Karré, Mangià, Bacà, Bandas, Bororos, Haoussa: documento di un
tumultuoso avvicendarsi di popoli belligeranti, razziati, fuggiaschi. Dal
punto di vista religioso, il gruppo più consistente sono gli Animisti (circa
il 50%), seguiti dai Cattolici (circa 20%), dai Protestanti (circa20%) e dai
Musulmani (circa 10%). I Centrafricani non amano i Musulmani, dai quali sono
stati schiavizzati in passato e dai quali sono oggi tenuti in soggezione
economica.
L'IMPEGNO
II messaggio evangelico
vuole liberare I'uomo non solo dall'errore e dal peccato, ma anche dalla
miseria, dalla fame, dalla malattia. Conseguentemente i missionari non si
sono ma limitati a fare della Catechesi ed ad amministrare i Sacramenti.
Soprattutto i figli di S. Francesco, operando nelle missioni, sono sempre
stati e sempre dovranno essere concreti portatori di pace e di bene. Fin
dalla prima ora, nonostante la scarsità dei mezzi, i Cappuccini Liguri si
adoperarono fattivamente per alleviare le condizioni di miseria e di
sofferenza degli indigeni, senza distinzione di razze o di religione.
II loro impegno si concretizzò:
Nel
settore sanitario: il missionario, sia nelle stazioni
centrali, sia nei suoi villaggi di brousse, è sempre stato il buon
Samaritano, che ha distribuito medicine, curato le ferite (sono frequenti le
piaghe tropicali e le scottature). L'impegno sanitario si è poi concentrato
negli ospedali di Bocaranga (ove lavora ormai da 18 anni il medico Padre
Luca Spazzini), di Ngoundaye e Baboua e nei numerosi dispensari.
Quest'ultima iniziativa dei dispensari è stata poi demandata alle Suore
delle varie congregazioni che hanno per questo una specifica preparazione e
una disponibilità e carità inesauribile.
I Missionari oggi si impegnano molto nel diffondere le cosiddette farmacie di villaggio. Si
tratta di cassette stipate dei medicinali di più largo impiego. le cassette
vengono costruite in loco dagli artigiani indigeni utilizzando legni locali,
in modo tale da creare occasioni di lavoro e soprattutto ottenendo dei
manufatti molto resistenti al clima centrafricano. Solo i medicinali vengono
acquistati dalla Procura delle Missioni. Il costo di ogni cassetta è di
circa 500.000 lire ed è stato oggetto di una macrorealizzazione organizzata
dalla
Fraternità Francescana gli anni passati che ha consentito di dotare ben
50 villaggi della brousse (savana) di questo preziosissimo supporto medico.
Le Suore ed il ns. medico P. Luca Spazzini, istruiscono due-tre persone di
ogni villaggio all'uso dei medicinali contenuti nella cassetta, contribuendo
ad aumentare le conoscenze igienico-sanitarie di tutta la popolazione.
Senza le
farmacie di villaggio,
la poverissima gente della brousse non avrebbe mai la possibilità di
ingerire una pastiglia di clorochina o di aspirina, per combattere i
terribili febbroni malarici.
Nell'animazione rurale: il
Centrafrica, abbiamo detto, non ha grandi risorse. Un avvenire migliore per
i suoi abitanti può sperarsi solo dallo sviluppo agricolo, con I'abbandono
delle monoculture (manioca, arachide, cotone) e con I'introduzione di più
appropriati strumenti di lavoro. La necessità di provvedersi degli ortaggi e
della frutta, ha fatto, da sempre, dei nostri missionari degli abili
orticultori. Ogni missione col suo orto è diventata un centro agricolo, la
cui importanza è andata ben al di Ià dei confini della missione stessa. Gli
africani hanno visto delle nuove colture e ne sono rimasti entusiasti tanto
che hanno chiesto ai nostri missionari di imparare queste nuove tecniche e
le sementi. La richiesta di sementi e di attrezzi di lavoro è quindi molto
alta e si cerca di soddisfare il sempre maggior numero di agricoltori e/o
aspiranti tali che si avvicinano alle Missioni. Più l'agricoltura prenderà
campo e meno poveri e sfaccendati ci saranno in giro nei villaggi. Per
questo sono sorti deu grossi centri di animazione rurale: Ndim e Ngaoundaye.
Ndim: è partita da qui la
coltura del riso di montagna, che ormai, dilatatasi a macchia d'olio, è un
fatto acquisito per tutto il nord-ovest della Repubblica Centrafricana.
Questo riso, che non ha bisogno di crescere nell'acqua, viene seminato
all'inizio della stagione delle piogge e matura alla fine della medesima,
crescendo fino a raggiungere l'altezza di circa 1,70 metri con una spiga
abbondante (nella foto a fianco potete notare che alla
mietitura partecipa tutto il villaggio, comprese le mamme con i bambini
portati con disinvoltura sulla schiena, assicurati al corpo della madre con
un grosso fazzoletto). Il riso è molto
apprezzato, perché forma un felice connubio con le varie salse che vengono
abitualmente utilizzate e nelle quali sono utilizzate, oltre alla
selvaggina, i bruchi, le termiti, e le cavallette. Per la salute dei
centrafricani, bisogna che il riso si diffonda sempre maggiormente
sostituendo la farina di manioca nell'alimentazione. L'utilizzo sistematico
di quest'ultima, quasi completamente priva di sostanze nutritive, provoca
gravi malattie, la più diffusa tra le quali è l'avitaminosi provocata dalla
mancanza di vitamine.
Ngaoundaye: il Centro Agricolo di Ngaoundaye, fortemente voluto da
Padre Umberto Vallarino, è la realtà che più ha influenzato I'agricoltura
della Repubblica Centrafricana. Partito con I'aiuto degli alunni dello
Scuola Catechistica, esso ha introdotto I'uso dell'aratro, prima
sconosciuto, ed ha lanciato le nuove colture (riso. mais, soja), che, come
dicevamo prima, si spera diventino presto sostitutive della poverissima
manioca.(nella foto a lato è rappresentato il lavoro quotidiano delle donne
centroafricane: il pestaggio della manioca per ricavarne farina)
Intanto, per iniziativa di Fr. Francesco Roncallo è stato lanciata anche la
coltura degli alberi da frutto. Il Ministero dell'agricoltura ha
riconosciuto l'importanza del centro di Ngaoundaye, conferendo a Fr.
Francesco Roncallo le insegne di Cavaliere al merito agricolo della
Repubblica Centroafricana. Una medaglia che premia le fatiche non solo di
Fr. Francesco, ma anche quella dell'iniziatore P. Umberto, e quella dei PP.
Felice Moggia ed Enzo Canozzi, che insieme a Fr. Francesco, profondono nel
Centro Agricolo generose energie. La fortuna del Centro Agricolo è legata
alla presenza della scuola Catechistica: sono i Catechisti i più validi
esportatori dei nuovi metodi di lavoro (come I'uso dell' aratro a trazione
animale) e delle nuove colture nei piu remoti villaggi della zona nord-ovest
della Repubblica.
A
fianco della scuola agricola, a Ngaoundaye è sorta per iniziativa dei
Missionari, la scuola femminile.
La donna in Centrafrica, non viene tenuta in molta considerazione:
è addetta al trasporto e l'approvvigionamento di acqua, spremitura delle
arachidi, macinazione della manioca, ecc. L'istruzione non viene tenuta in
considerazione. Per questo è sorta questa scuola, che da circa 25 anni è
diretta da una missionaria laica Anneris, che si prefigge, di combattere
l'analfabetismo femminile e di insegnare alle giovani donne un mestiere,
organizzando corsi di cucito, di ricamo, di maglia. Le giovani sono molto
brave e appassionate delle nuove tecniche. Molte si mettono in proprio,
contribuendo all'economia famigliare e quindi di riflesso, all'economia del
villaggio di appartenenza.
Scuola
Artigianale: un ruolo particolare ha avuto e ha nel processo
di sviluppo di tutta la zona nord-ovest della Repubblica, la scuola
artigianale di Bocaranga. Seguita con particolare attenzione da P. Cipriano
Vigo (al centro nella foto) e diretta dai vari Missionari laici che vi si
sono avvicendati, essa ha iniziato al lavoro del ferro e del legno centinaia
di giovani centrafricani ed ha introdotto nell'uso quotidiano degli indigeni
decine e decine di oggetti dei quali non si aveva neppure l'idea.
produzione
di: letti,
tavoli, sedie, finestre, armadi, gioghi, aratri, carri, carrette, ecc.,
erano tutte cose che non si immaginavano ed ora stanno diffondendosi ovunque
con un conseguente notevole miglioramento della qualità della vita. I
giovani che escono dalla Scuola Artigianale e si mettono in proprio, portano
con sè un bagaglio di nozioni e ricevono dalla missione, oltre ai ferri
necessari al loro mestiere, periodica assistenza e fornitura del materiale
necessario, giacché sarebbe loro impossibile procurarselo stante la distanza
(circa mille chilometri di sterrato) dalla capitale Bangui. Nel settore
dell'animazione rurale fatto importantissimo è la trivellazione dei pozzi,
profondi fino a 150 metri, per dare acqua potabile ai villaggi, agli
ospedali e alle scuole. II discorso dell'acqua potabile è importantissimo:
l'80% delle malattie tropicali dei Centrafricani sono causate dall'uso di
acqua inquinata. Le trivellazioni eseguite sono circa centocinquanta. II
costo medio attuale di una trivellazione (compresi i tubi, la pompa ed il
cemento) è di 25 milioni di lire. Un grosso aiuto ai ns. missionari in
quest'opera di costruzione, oltre che dai tanti benefattori, è pervenuto
dall'organizzazione
Punto di Fraternità.
I COLLABORATORI
DEI MISSIONARI
Non vogliamo ascrivere
il merito di quanto è stato fatto nella zona nord-ovest del Centrafrica
esclusivamente ai missionari Cappuccini. Con loro hanno collaborato molti
altri pionieri del Vangelo. Li ricordiamo e li ringraziamo vivamente,
scusandoci per eventuali dimenticanze:
I Padri Carmelitani di Liguria
collaborano con noi da molti anni nel settore di Bozoum. Le loro missioni
hanno preso un meraviglioso sviluppo o Bozoum, a Baoro e Bossentelè e a
Bouar-La Yolè, dove essi collaborano strettamente con noi nella conduzione
del Seminario.
Le consorelle della Pia Unione S. Caterina da
Genova sono al nostro fianco a Ngaoundaye fin dal 1962.
Hanno svolto e svolgono un lavoro stupendo sia nell'ospedale che nelle
scuole di Ngaoundaye che nel dispensari e nelle scuole della brousse
circostante.
Le suore della Carità di S. Antida Thouret,
sia a Bocaranga che a Bohong, svolgono opera preziosa nell'ospedale, in vari
dispensari e scuole della brousse.
Le suore Brignoline, a Boboua,
danno un contributo validissimo sia in ospedale che nei dispensari, nonché
si occupano della rieducazione degli handicappati.
Le suore Figlie di N.S. della Misericordia
svolgono una intensa e benefica attività sia nel dispensario di Ndim sia in
diversi dispensari e scuole della brousse.
A Niem operano ormai da diversi anni i Padri
Betarramiti, curando I'evangelizzazione di una vasta zona
che era praticamente scoperta. Con loro collaborano le Suore Missionarie
Francescane del Sacro Cuore di Gemona, che si dedicano particolarmente
all'educazione delle ragazze e alla elevazione della condizione femminile.
Evangeliche e volenterose operaie a Bouar, fin dalla prima ora, sono le Oblate di S. Teresa, francesi.
Altrettanto volenterose e generose sono, a Bouar ed a Bozoum, le Soeur
Franciscaines de la Propagation de la Foi. Come non ricordare le Clarisse Colettiane di Bouar?
II loro Monastero è un punto di riferimento per tutta la Missione. Come
attività materiale esse preparano le ostie non solo per la nostra Missione,
ma per tutta la Repubblica Centrafricana. Ma con la loro preghiera e la loro
offerta spirituale esse fecondano il lavoro di tutti i missionari. Il loro
monastero è stato poi rilevato dalle Clarisse
di Sarzana, ed anche con loro sta proseguendo una
collaborazione intensa e feconda. II discorso non sarebbe completo se non ri
ricordassero le decine di Missionari Laici, uomini e donne, sposati e non,
che hanno dato alla missione anni preziosi della loro vita e con il loro
lavoro qualificato e la loro testimonianza cristiana hanno lasciato un solco
profondo e salutare nella storia del Centrafrica. Abbiamo il dovere di
ricordare gli organismi di volontariato (ONG): TVC (Tecnici Volontari
Cristiani) di Milano, Cooperazione Internazionole (CI) CELIM di Milano,
Movimento Sviluppo e Pace (MSP) di Torino,
Punto di Fraternità (PdF) di Genova, CEBEMO (Olanda), Secours Catholique
(Francia), Misereor (Germania), Adveniat (Germania), Action di Careme
(Svizzera), LVIA di Cuneo, che patrocinando numerosi progetti di sviluppo,
hanno teso una mano fraterna e sicura alle genti del Centrafrica. E il
nostro discorso sarà finalmente completo quando avremo ringraziato tutti
quelli che, individualmente o in associazione, nel corso di questi 40 anni
hanno generosamente aiutato i Missionari a diffondere la luce del Vangelo:
PACE E BENE. Tutti li rimeriti il Signore e li benedica.
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